Regio XI Circus Maximus Mitreo del Circo Massimo

Il culto del dio Mitra, una divinità solare di origine iranico - babilonese le cui prime tracce risalgono al 1300 a.c., si diffuse a Roma attraverso il mondo ellenico. L’avvenimento centrale nel rito mitraico era il sacrificio del toro (tauroctonia), la cui morte promuove la vita e la fecondità dell’universo. Oltre al dio e al toro nella rappresentazione della tauroctonia erano presenti altre figure simboliche: un cane ed un serpente che bevevano il sangue del toro, uno scorpione che lo pungeva ai testicoli mentre spighe di grano germogliavano dalla coda dell’animale,   un corvo. Il loro significato non è certo.


Lo scorpione e il serpente sono interpretati come le forze del male che cercano di impedire al seme del toro di fecondare la terra. Il cane al contrario ne trae forza mentre le spighe simboleggiano l’energia vitale che si libera dal toro morente a favore della natura. Il corvo, messaggero divino, stabiliva il contatto tra Mitra e il Sole. Un’altra interpretazione lega tutti questi animali alla rappresentazione di una mappa celeste e al meccanismo di precessione degli equinozi. È costante, al fianco di Mitra, la presenza dei due dadofori, portatori di fiaccola, Cautes e Cautopates che, insieme con il dio, costituiscono una triade a carattere solare; il sole dell’aurora, di mezzogiorno e del tramonto.  

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