Regio IX Circus Flaminius Portico d'Ottavia

Il Portico di Ottavia fu eretto da Quinto Cedilo Metello nel 146 a.C., rifatto nel 27-23 a.C. da Augusto - che lo dedicò alla sorella Ottavia - e ricostruito nel 203 da Settimio Severo e Caracalla. A questa fase appartengono per lo più i resti attualmente visibili. Si tratta di un grandioso quadriportico, chiuso sui lati lunghi da robuste murature, mentre in facciata si allineavano colonne di cipollino e granito grigio ed al centro era un ingresso monumentale (propileo) tuttora visibile, con quattro colonne di marmo bianco tra pilastri. Era costituito da un portico doppio, largo 119 m e lungo 132, che racchiudeva il preesistente tempio di Giunone Regina e quello, allora innalzato, di Giove (il primo in Roma interamente di marmo); in occasione del rifacimento augusteo fu ampliato verso Nord a inglobare anche la curia e la biblioteca di Ottavia. Nel portico, al cui interno erano custodite numerose opere d'arte,   dal Medioevo fino all'abbattimento del Ghetto fu sede della pescheria della città.



Nell'ambito del commercio del pesce i Conservatori del popolo di Roma godevano di un privilegio particolare: avevano diritto alle teste, la parte ritenuta più pregiata, dei pesci più grandi (più lunghi di cinque palmi e fino alle prime pinne). Questa prerogativa, attestata dal medioevo fino alla fine del '700, è testimoniata da una iscrizione ancora visibile presso l'angolo orientale della facciata. Anche altre lastre, con incisa la misura di confronto del pesce, generalmente uno storione, sono state nel tempo apposte sui muri del portico.

 

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