Regio IX Circus Flaminius Ponte Sisto




L'origine del ponte risale al 211 d.C. quando l'Imperatore Marco Aurelio volle unire la città a Trastevere. Si chiamò quindi ponte Aurelio, in seguito Janicularis dal vicino colle Gianicolo e Valentiniano dopo il restauro dell'imperatore Valentiniano nel 327 d.C. Quando fu completamente distrutto da una piena nel 791 d.C. , rimase il "ponte rotto" o "ponte tremulo" per quasi sette secoli, fino a quando papa Sisto IV, Francesco della Rovere (1471-1484), in occasione del Giubileo del 1475 ne costruì uno nuovo sui ruderi romani ancora affioranti. La caratteristica architettonica del ponte è il grande foro perfettamente circolare, realizzato sul pilone centrale per consentire il deflusso delle acque durante le piene. Questa apertura, ribattezzata dai romani "l'occhialone", è sempre stata presa come riferimento per l'allarme alluvione che scatta nel momento in cui le acque del fiume in piena iniziano a defluire attraverso di essa. Il ponte ha subito diversi interventi di restauro. Con l'ultimo, realizzato per il Giubileo 2000, il ponte è stato liberato dalle sovrastrutture in ferro e ghisa, operate nel 1877, recuperando finalmente il suo aspetto originario. Con una struttura in muratura di tufo rivestita esternamente da travertino, è lungo 108 me largo 11 m. Il Ponte Sisto, non poteva sostenere il traffico che con passare degli anni veniva sempre più aumentante , con la sua sezione di sei metri e mezzo occupata, per di più, da due angusti marciapiedi laterali. Nel 1876 il comune penso bene di aumentare la “portata” del traffico sul ponte disegnando due marciapiedi sospesi sull’acqua, sostenuti da una struttura in ferro poggiata sulle opere antiche. Nel luglio del 1990, le strutture ottocentesche furono pietosamente rimossi e abbandonati in un vecchio capannone di Testaccio.

 

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