Chiese di Roma Rione Colonna Basilica di San Lorenzo In Lucina

È sulla piazza omonima, nel rione Colonna. Fu costruita sul luogo di un titulus originariamente stabilito nella casa della matrona Lucina, ma altri ritengono che l'appellativo derivi da un antico boschetto (lucus) sacro al culto di Giunone Lucina, protettrice dei parti. L'antichissimo «titulus Lucinae» sorse nel sec. IV (è ricordato dal 366). Il sito venne consacrato al culto pubblico da papa Sisto III (432-440) che vi edificò una basilica a tre navate dedicata a S. Lorenzo Martire. Restaurata a più riprese a partire dal VII secolo, la chiesa fu ricostruita nel XII secolo: durante i lavori, iniziati sotto il pontefice Pasquale II (1099-1118) e proseguiti fino alla riconsacrazione della chiesa nel 1196, furono realizzati il campanile e il portico attuali e la decorazione dell'abside (perduta). Sul lato sinistro della chiesa, tra il 1281 e il 1287, venne eretto il palazzo del cardinale titolare. L'assetto definitivo della basilica risale al XVII secolo. Nel 1606 Paolo V aveva affidato la cura di questa parrocchia, una delle più popolose di Roma, ai Chierici Regolari Minori di S. Francesco Caracciolo (o Caracciolini, ordine fondato a Napoli nel 1588). Questi, tra il 1620 e il 1650 circa, trasformarono le antiche navate laterali in tante cappelle cedute in juspatronato ad illustri famiglie. In questo periodo vi furono interventi di Gian Lorenzo Bernini (cappella Fonseca), Carlo Rainaldi (altare maggiore, cappella del Sacramento, convento) e Giuseppe Sardi (battistero). Il restauro di Andrea Busiri Vici (1856-58) eliminò gran parte delle decorazioni barocche della navata e aggiunse due cappelle; a inizi '900 si ripristinò l'aspetto del campanile e nel 1927 si riaprì il portico murato. All'esterno, la chiesa appare incongruamente incassata e arretrata tra due ali di palazzi, per la mancata realizzazione del nuovo prospetto voluto da Alessandro VII nel 1662, per il quale il Rainaldi aveva già eseguito il disegno. La semplice facciata a capanna è preceduta dal portico architravato, con sei colonne di granito con capitelli ionici e pilastri angolari con capitelli corinzi. L'attuale facciata a capanna, con il campanile affiancato, è stata ripristinata nel suo aspetto medievale dal restauro del 1927. All'interno del portico romanico, sostenuto da sei colonne di granito, sono sistemate numerose lapidi e frammenti marmorei e iscrizioni soprattutto medievali e, ai lati dell'ingresso centrale, due leoni stilofori marmorei del tempo di Pasquale II; il monumento funerario Severini a destra è di Pietro Tenerani (1825). Nel portico si conserva un raro documento medievale che è l'epigrafe di Anacleto II antipapa, datato 1130