Chiese di Roma Rione Trastevere Chiesa dei Santissimi Quaranta Martiri e San Pasquale Baylon

 La chiesa è una delle più antiche del rione Trastevere, era già in essere nel 1123 infatti viene citata in una bolla papale di papa Callisto II, con il nome Chiesa dei Santissimi Quaranta Martiri di Sebaste  (Sebastopoli). Questa denominazione deriva da una fatto accaduto in Armenia durante la reggenza dell'imperatore Licinio, quaranta soldati romani subirono il martirio avendo rifiutato di rinunciare alla fede cristiana, furono immersi a forza in uno laghetto con acqua gelida e morirono così per assideramento. Fu restaurata nel 1608 dall'arciconfraternita del Gonfalone. Più di un secolo dopo, nel 1738, papa Clemente XII la affidò ai padri minori Scalzi di Spagna della Riforma di San Pietro d'Alcantara, che nel 1744 provvidero a riedificare la chiesa, intitolandola ai Santissimi Quaranta martiri ed a San Pasquale Baylon. Fu incaricato dei lavori l'architetto Giuseppe Sardi, li ultimò appena un anno più tardi, nel 1745. La facciata è articolata su due piani, suddivisi in tre scomparti da due grossi finti pilastri serrati fra loro da un cornicione sporgente. Sul piano superiore si erge un frontone spezzato mistilineo, con un timpano triangolare sormontato da una croce, che contiene al di sotto un ampio ovale con tracce dell'affresco di San Pasquale Baylon; il piano inferiore è caratterizzato invece da un portale, sovrastato da un frontone curvilineo con al centro un medaglione e due porte laterali ciascuna con un timpano triangolare.