Fontane di Roma Quartiere Collatino Fontana Abbeveratoio di Via Collatina Vecchia

Una edicola verticale in laterizio, sormontata da un bel timpano in travertino e realizzata per contenere una grande epigrafe, a ricordare un'antica fontana fatta costruire nel 1753 da Benedetto XIV, Lambertini (1740-1758), dopo il restauro di un tratto dell'acquedotto Vergine che nella zona si trova in superficie. Il testo della lapide è ancora leggibile ma, purtroppo, è destinato a scomparire: Si tratta di una delle tante fontane-abbeveratoi, in gran parte scomparse, edificate nella campagna attorno a Roma (oggi periferia della città) per il ristoro di uomini e di animali. L’edicola presenta alla base un’apertura circolare dalla quale si vede ancora una parte della cannella che versava acqua nella sottostante ampia vasca rettangolare in laterizio con bordi in travertino, irrorata da varie altre cannelle, oggi non più visibili. Ai lati del manufatto, in cassate in colonnine marmoree, vi sono altre due bocche d’acqua si più facile accesso ma non più visibili. L'acquedotto dopo oltre 2000 anni è ancora operativo e getta un flusso consistente di acqua nel sottostante abbeveratoio che si perde poi per la campagna. Il testo della epigrafe : 

BENEDICTVS XIV P.M. AQVAE VIRGINIS COPIAE ET PERENNITATI

PROSPICIENS ANTIQVVM EIVS AQVAE DVCTVM

REPARAVIT ANNO D. MDCCLIII SILVIO CARD. VALENTI S.R.E. CAMERARIO

NICOLAO PERELLO C. A. DEC. AQVIS PRO PRAEFECTO

(Benedetto XIV, conoscendo l'abbondanza e la perennità dell'Acqua Vergine, riparò l'antica conduttura di quell'acqua nell'anno 1753. A cura del Card. Silvio Valente, camerario, e di Nicola Perelli, decano della Camera Apostolica, per conto del sovrintendente alle acque.)

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