Rione Borgo Fontane di Roma   Fontana sinistra di Piazza San Pietro

Per la fontana a sinistra fu necessario attendere dieci anni ancora in quanto l'acqua risultava insufficiente ad alimentarle ambedue. Nel 1673 gli Orsini, interessati all'affare, riuscirono a convincere papa Clemente X, Altieri (1670-1676), ad acquistare altre mille once di acqua del lago di Bracciano (di cui erano proprietari) e il 28 giugno 1677, durante il pontificato di Innocenzo XI, Odescalchi (1676-1689), il Bernini poté finalmente inaugurare la fontana «gemella». Ciascuna fontana poggia su un piedistallo a pianta ottagonale con lati alternativamente più grandi e più piccoli e reca nelle specchiature alcuni bassorilievi. Quella più antica ha nei lati maggiori lo stemma di Paolo V, Borghese (sotto il cui pontificato la fontana venne restaurata), con il drago e l'aquila sovrapposti, la tiara e le chiavi pontificie, mentre nei lati minori si alternano draghi e aquile. La fontana più recente, assai simile alla consorella, a parte qualche differenza di misura e il travertino anziché il granito della grande vasca circolare, ha nelle specchiature maggiori lo stemma con sei stelle di Clemente X (sotto il cui pontificato i lavori furono completati) e in quelle minori due delfini con le code incrociate. Dal catino superiore delle due fontane (ciascuna dotata di 300 once di acqua, pari a sei milioni di litri al giorno) si dipartono sette poderosi zampilli che raggiungono (o raggiungevano, dicono) circa otto metri di altezza. Ma esse, come la maggior parte delle fontane monumentali, sono oggi dotate di speciali apparecchiature che consentono il riciclaggio dell'acqua al fine di evitare eccessivi consumi.

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