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Palazzo di Giustizia. È il più grandioso fra gli edifici dell'epoca umbertina. Fu voluto dal ministro Giuseppe Zanardelli e la sua realizzazione, su progetto di Guglielmo Calderini, tra difficoltà e scandali edilizi si protrasse dal 1889 al 1911 ed oltre. Il prospetto posteriore del grande palazzo del Calderini (1910) è come quello principale su piazza dei Tribunali, adorno di due fontane architettoniche gemelle collocate al limite della scala centrale. Sono formate da un timpano architravato, ornato da un rosone e da due medaglioni ciechi laterali, che poggia su un fregio parzialmente aggettante scandito da triglifi alterni e sostenuto da due pilastri a volute. Una grossa mensola centrale sotto il timpano nasconde la fessura da cui sgorga l'acqua che in largo ventaglio si raccoglie in una conchiglia di forma allungata la quale si collega al resto della composizione mediante volute ornamentali. Dalla conchiglia, attraverso scanalature semicircolari, l'acqua defluisce nella vasca sottostante.

 

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