Villa d'Este Tivoli Fontana dell'Organo



I lavori per la sua costruzione iniziarono nel 1568 e terminarono nel 1611 sotto il Cardinale Alessandro d'Este. E’ chiaramente di gusto barocco molto lontana quindi dal gusto rinascimentale del resto della Villa. Sull'intera facciata si stende una profusione di motivi decorativi ed ornamentali con abbondanza di simboli araldici in stile grottesco, fiori, sirene, vittorie alate e conchiglie marine. La fontana è costituita da un grosso edificio disegnato da Pirro Ligorio. Ai suoi piedi, limitata da una bellissima balaustra di linea mista, si adagia mollemente una capace vasca di forma ovale. Inizialmente nella nicchia centrale dell'edificio doveva trovare posto la statua della Fortuna o Dea della Natura, poi il progetto fu modificato ed essa fu posta nella parte pianeggiante del giardino murata nel muro di cinta. Il Cardinale Alessandro decise di far modificare la nicchia centrale e di far costruire al suo posto una specie di piccolo tempio per proteggere l'organo idraulico commissionato al francese Claude Venare. Le acque cadevano a mezzo di una condotta in una cavità sotterranea a volta, dove provocavano per compressione un potente soffio d'aria, che, forzato in una tubatura funzionante da mantice, usciva dalle canne dell'organo. Un altro violento getto d'acqua faceva ruotare lentamente, su una armatura di ferro un cilindro dentato di rame, i cui denti andavano ad urtare i tasti dell'organo, suscitando ondate sonore di madrigali e mottetti. Fu per quei tempi un prodigio che non finiva di stupire gli ospiti della Villa: lo stesso Papa Gregorio XIII, in visita nel 1573, ne rimase affascinato. Numerosi sono stati i tentativi di ripristinare l'organo idraulico da tempo muto e finalmente gli sforzi effettuati durante gli ultimi lavori hanno portato i risultati attesi donando alla Villa tutto il suo fascino primitivo.

 

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