Palazzi di Roma Musei Vaticani Museo Pio Clementino Sala delle Muse Torso del Belvedere


In origine, tra il 1432 e il 1435, la statua si trovava nel Palazzo Colonna del Quirinale di proprietà del cardinale Prospero Colonna. Confluì poi nelle raccolte papali, all’interno del Cortile del Belvedere, la lunga permanenza nei giardini gli valse il nome di “Torso del Belvedere“. Si riteneva che la statua rappresentasse Ercole o altro gigante della mitologia, seduto sopra una pelle ferina, è firmata sul piedistallo come "opera di Apollonio, figlio di Nestore, ateniese"; è databile intorno al I secolo a.C. Al tempo ritenuto originale, è oggi considerato una copia di un bronzo del II secolo a.C. L'ipotesi attualmente più accreditata lo identifica con l'eroe greco Aiace Telamonio nell'atto di meditare il suicidio. Si narra che, nel corso della guerra di Troia, il guerriero fu preso da follia quando gli furono sottratte le armi di Achille. Convinto che fosse di fronte al nemico si lanciò contro un gregge di pecore e lo massacrò. Rientrato in sé, si vide coperto di sangue e capì che cosa avesse in realtà fatto: perduto in questo modo l'onore, preferì suicidarsi piuttosto che continuare a vivere nella vergogna. Nel Rinascimento destò grande ammirazione da parte dei più grandi maestri, tra i quali Raffaello e Michelangelo, quest’ultimo vi si ispirò in particolare per le figure degli «ignudi» nella volta della Cappella Sistina.

 

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