Palazzi di Roma Palazzo Massimo Museo Nazionale Romano Primo Piano Il Sarcofago di Portonaccio




I sarcofagi decorati con scene di battaglia, ispirate alle lotte mitologiche del repertorio dell'arte ellenistica, comparvero dopo il 170 d.C. Il grandioso sarcofago, rinvenuto nel 1931 nei pressi della via Tiburtina, nel suburbio orientale della città antica, presenta sulla fronte un simbolico quadro di battaglia articolato su più piani. Il fregio sul coperchio, tra due maschere angolari, celebra il defunto e la sua sposa, il fregio riassume in poche scene essenziali, presentazione del neonato alla madre, educazione in compagnia delle Muse, nozze, in pratica racconta la vita del defunto, facendo attenzione a riunire anche la celebrazione della sua sapientia (le Muse) a quelle di concordia (il matrimonio), clementia e vittoria (il trofeo). Le scene cruente sono inquadrate da due coppie di barbari asserviti, il cui sguardo afflitto esprime la sofferenza che tocca a coloro che si ribellano contro il dominio di Roma. La composizione è focalizzata sull'incedere di un cavaliere romano, raffigurato in qualità di vincitore universale, in un intrico di soldati, lance, cavalli; i Romani assestano colpi con impeto, travolgendo i nemici. I bassorilievi sui fianchi del sarcofago mostrano eventi successivi allo scontro: da un lato prigionieri barbari attraversano un fiume condotti da soldati romani su di un ponte di barche, dall'altro i capi si sottomettono agli ufficiali romani. I volti dei personaggi principali sono rimasti incompiuti in attesa di scolpire i lineamenti dei defunti.

 

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