Porte di Roma Porta Latina la storia

Porta Latina è una delle più belle e meglio conservate porte di Roma, la facciata di travertino è ancora sostanzialmente quella fatta costruire dall’imperatore Aureliano; fu leggermente rimaneggiata nel rifacimento operato dall'imperatore Onorio. Nella parte superiore, rialzata da Onorio, si aprono le cinque piccole finestre ad arco della camera di manovra. Queste furono poi chiuse nel corso della guerra gotica. La Porta è a un solo fornice, ai lati, oltre un breve tratto di parete laterizia, si stagliano le torri che mantengono ancora le dimensioni e la forma semicircolare originaria. La torre di sinistra è ancora in gran parte quella originale di Aureliano, mentre quella di destra è un rifacimento medievale. Nel 1408 la porta fu chiusa per interramento insieme alla Porta Asinaria, durante l'occupazione della città da parte del re Ladislao di Napoli, ma fu riaperta dopo solo quattro mesi. Nel 1576 la porta fu di nuovo chiusa a causa della peste di San Carlo, la terribile pestilenza che colpì il territorio milanese nel biennio 1576-1577 e che poi si diffuse quasi in tutta Italia. Nel 1656 porta Latina fu di nuovo chiusa per il diffondersi della peste che colpì parte dell'Italia, in particolare il Regno di Napoli. In quest'ultima circostanza disinteresse o rallentamenti amministrativi mantenerono chiusa porta Latina per ben 13 anni, fino al 5 maggio 1669;  l’intervento del cardinale Giulio Gabrielli la fece riaprire con una solenne cerimonia. Nel’800 porta Latina fu chiusa, tranne alcuni mesi nel 1827, fu riaperta solo nel 1911. Nel 1870 porta Latina fu usata dalle truppe Piemontesi come specchietto delle allodole, posizionarono una Divisione a Porta S. Giovanni e Porta Latina facendo credere che da li sarebbe partito l’attacco per entrare a Roma,  ma nel frattempo i Bersaglieri entravano a Porta Pia.