Porte di Roma Porta Maggiore Restauri di Niccolò V




La porta ad est, che rimase in uso fino al 1938 era tutta di travertino...; era piuttosto stretta ed aveva un singolo arco e un piano superiore, alleggerito da quattro finestre provviste di architravi arcuati». La parte superiore della facciata decorata con elaborati cornicioni è illustrata con precisione dal Rossini che lascia a testimonianza come questi erano sormontati da un parapetto e da merletti appuntiti di pietra. La Prenestina rimasta così isolata in quell'enorme complesso strutturale venne indicata come Maggiore, forse anche per la direzione della sua strada orientata verso la grande basilica di S. Maria Maggiore. Dal periodo relativo all'Imperatore Onorio al XV secolo non si hanno più notizie precise di altri probabili episodici restauri. È Niccolò V (1447-1455) che apporta altre nuove sostanziali modifiche quando si trova a dover riparare i danni che la Prenestina ha subito negli scontri fra i romani e Ladislao d'Angiò. Sopraeleva la torre orientale, dopo averne rinforzato la base, fino a superare di un piano il secondo livello della porta. Innalza poi ad ovest della porta una torretta rettangolare che in parte si addossa sopra i resti della grande torre rotonda centrale.

 

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