Porte di Roma Porta Tiburtina o Porta San Lorenzo Restauro di Arcadio e Onorio


Nel 403 d.C. la porta è restaurata da Arcadio e Onorio. Gli storici e gli archeologi sono molto discordi sull'entità di questo nuovo intervento che comunque è ricordato ed esaltato, come ogni opera fortificata di questo imperatore, su tutta l'altezza che intercorre fra il fornice e le cinque finestre superiori:

«...VICTORIBUS AC TRIUNPHATORIBUSOBINSTAURATOS URBIS AETERNAE MUROS PORTAS AC TURRES»

(ai vincitori e trionfatori, per aver restaurato le mura, le porte e le torri della città eterna),

«INSTAURATOS URBIS AETERNAE MUROS, PORTAS AC TURRES, EGESTIS IMMENSIS RUDERIBUS»

(restaurate le mura della città, le porte e le torri, sgombrata l'immensa massa di macerie),

 segue poi un riferimento ai «simulacra», le statue di bronzo che il prefetto della città aveva innalzato sull'attico della porta «ad perpetuitatem nominis eorum». Verso la città, intorno all'arco di Augusto, è eretta anche la struttura di un'importante controporta poi bombardata nel 1410 da re Ladislao; la struttura è rimasta tuttavia in piedi per oltre quattro secoli ed è demolita sotto Pio IX nel 1869 per riutilizzarne le pietre nelle fondazioni della Colonna del Concilio sul Gianicolo.

 

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