Regio XIV Transtiberim Isola Tiberina Ponte Fabricio


Il ponte prende il nome dal suo primo costruttore Lucio Fabricius, che lo realizzò nel 62 a.C. per unire la riva sinistra del Tevere all'isola Tiberina. Con una struttura in tufo e peperino rivestito di travertino, è lungo 57,30 me largo 5,60 m. E' anche conosciuto come "ponte quattro capi" per due caratteristiche erme quadrifronti di Giano, collocate nel 1849 sui due parapetti. La leggenda racconta che i quattro volti rappresentano gli architetti che restaurarono il ponte, fatti poi decapitare da Papa Sisto V, Felice Perretti (1585-1590), perla loro condotta di vita poco esemplare. Nella torre Caetani, prospiciente il ponte, fu rinchiuso Urbano II, Ottone dei Signori di Chatillon (1088-1099), uno dei più grandi papi della storia della chiesa. La torre Caetani (già parte di una rocca medievale) sorveglia l'accesso dal ponte Fabricio. Il ponte si è conservato quasi integro, a due arcate con estradosso in travertino (iscrizioni del costruttore) e arco minore sul pilone centrale (cui corrispondevano due aperture minori sulle spalle laterali murate nell'alto Medioevo) con epigrafi del collaudo. Più volte restaurato per le piene del fiume (il rivestimento originale in travertino dei blocchi di tufo e peperino fu sostituito dal sec. II con cortine in mattoni), fu detto nel Medioevo «pons Judaeorum» per la prossimità del Ghetto.

 

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