Regio XIV Transtiberim Isola Tiberina Ponte Sisto

L'attuale nome a questo ponte lo ebbe nel 1475, quando il papa Sisto IV lo restaurò. Prima si chiamava Aurelio Antoninus e probabilmente risaliva a Aurelio Antonino meglio noto come Caracalla; poi divenne Valentiniano, dall' imperatore Valentiniano che nel 327 lo ricostruì. Nel Medioevo fu chiamato in Onda dalla vicina chiesa di San Salvatore in Onda, ma anche ponte Rotto, perché un'inondazione lo aveva travolto e distrutto nel 792. La vera storia di questo ponte incomincia pertanto con la sua ricostruzione ad opera di Sisto IV; architetto dell'opera fu Baccio Pontelli, che incorporò nella prima arcata, quella verso Trastevere, gli avanzi romani del ponte Aurelio. Consta di quattro archi ed al centro ha un grosso foro rotondo che i Romani chiamano "occhialone"; funzionava, al tempo delle piene, da idrometro e quando l'acqua lo superava c'era di che preoccuparsi per le conseguenti inondazioni. Nel 1877 si pensò di allargarlo mediante un'ingegnosa opera, novità assoluta per quei tempi: una sovrastruttura metallica sorretta da mensoloni, corredata da spallette in ghisa.



 In Comune ci fu battaglia per far approvare il progetto, ma il traffico lo esigeva: il ponte ebbe l'allargamento metallico, i mensoloni, le spallette in ghisa ed i lampioni che ancor oggi è possibile vedere. Lo ha ristrutturato un lungo restauro, su progetto di Gaetano Miarelli Mariani, ultimato nel 1999.

 

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