Regio IX Circus Flaminius Ara Pacis pannelli della processione lato destro

Nel lato destro, quello rivolto verso il Mausoleo di Augusto, vediamo scorrere in processione i protagonisti della classe dirigente romana, molti dei quali ancora oggi identificabili, nell'atteggiamento composto, misurato e sobrio, che Augusto, attraverso il suo esempio e il suo stile, intendeva imporre pubblicamente. Che si tratti di una riforma religiosa e civile volta alla restaurazione degli antichi rituali è detto dalla forma stessa dell'altare, un templum la cui struttura riproduce quella degli altari rustici posti all'interno di un'area sacra perimetrata: richiamo reso evidente dalla decorazione interna del recinto, una staccionata su cui sono appesi festoni vegetali e bucrani. Ma l'Ara Pacis manifesta nei suoi rilievi anche un chiaro intento di propaganda dinastica: il princeps, che nelle sue Res gestae riconosce la superiorità della sua auctoritas, ma non ammette quella della sua potestas sugli altri magistrati, in realtà qui si presenta in una duplice veste: quella di chi discende da antenati divini (Enea e Venere rappresentati nella metà dell'altare un tempo rivolta verso Roma) e in veste di iniziatore di una familia chiaramente destinata a regnare anche dopo la sua morte.




Non solo, dunque, l'Ara Pacis ci presenta uno stato di fatto che ha già sepolto il senso delle libertà repubblicane, peraltro sempre godute da un ristretto numero di aristocratici, ma ci mette di fronte ad un'ideologia che lega il felice momento storico di Roma alla presenza del princeps a capo del nuovo ordine universale. È questo infine anche il senso del bellissimo fregio a girali che cinge l'Ara Pacis fino a mezza altezza e che rappresenta, nella sua ricchezza e varietà, la natura partecipe della nuova età dell'oro, in festa per il ritorno ciclico dei saturnia ristabiliti e garantiti dalla persona di Augusto.

 

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