Regio III Serapis Anfiteatro Flavio (Colosseo) il declino



L'ultima attestazione di spettacoli risale al 523 d.C. Tra la fine del V e l'inizio del VI secolo vengono avviati lo smontaggio delle strutture del settore sud e l'interramento dell'arena. Dalla seconda metà del VI secolo l'anfiteatro, perdute le sue funzioni originarie, entra in una fase di abbandono che vede la spoliazione sistematica dei materiali. Alcune guide medievali ne parlano, sempre con quell'alone di mistero che circonda le cose pagane; altre, lo catalogano con sdegno e paura come il tempio consacrato a tutti i demoni. Il riuso delle strutture per l'impianto di abitazioni, orti e ricoveri per animali e merci trasforma nel medioevo il complesso in quartiere abitativo organizzato intorno a una piazza centrale, l'antica arena, e denominato Rota Colisei. Nei secoli il monumento aveva acquistato anche un carattere di sacralità in ricordo dei martiri che le fonti cristiane dicevano essere stati uccisi durante i giochi. Al contrario nessuna fonte storica documenta invece che l'edificio sia stato teatro di esecuzioni di massa di cristiani. Papa Clemente X alimentò questo sospetto e venne ufficializzato con il Giubileo del 1675. Papa Benedetto XIV in occasione del Giubileo del 1750 fa erigere una croce al centro dell'arena e 14 edicole della Via Crucis percorsa ogni anno dal papa.  

 

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