Chiese di Roma Basilica di S. Agnese fuori le mura Mausoleo S. Costanza la storia

Nel IV sec. nei pressi delle catacombe nella quale era sepolta s. Agnese, Costanza, figlia dell’imperatore Costantino, fece costruire un mausoleo ed una grande basilica, della quale rimangono visibili monumentali ruderi. Nel 354: Costanza, morì ad Antiochia e fu  sepolta a Roma nel suo mausoleo; più tardi vi venne sepolta anche la sorella Elena. Tra gli anni 625-638 la grande basilica imperiale fu lasciata in abbandono per impossibilità di manutenzione e difesa. Nel 1600: Alessandro di Ottaviano de' Medici, poi Leone XI, commissionò importanti lavori di sterro attorno a S. Costanza, aprendo due porte laterali e tracciando la strada che va da S. Agnese al mausoleo. Nel 1620: Il cardinale E. Veralli fece eseguire affreschi, oggi distrutti, facendo scomparire i preziosi mosaici romani della cupola in pessime condizioni di conservazione. Nel Seicento, si credeva che il mausoleo fosse un tempio dedicato a Bacco; i disegni dei mosaici alternati a fiori, animali e composizioni geometriche, e le scene di vendemmia hanno curiosamente condizionato la storia dell'edificio. Era diventato un ritrovo di una associazione di pittori di artisti fiamminghi denominata "Bentvogels" famosa per i suoi rituali bacchici e per l'opposizione all'Accademia di San Luca che in occasione dell’entrata nel gruppo di un nuovo artista  “officiava” la "festa del battesimo": dopo aver fatto bagordi per tutta la notte, all'alba si recavano al cosiddetto Sepolcro di Bacco all'interno del Mausoleo S. Costanza, per un'ultima libagione. Molti dei loro nomi sono rimasti ancora incisi sugli affreschi delle nicchie. L’utilizzo del Mausoleo di S. Costanza con comportamenti pagani fu proibito nel 1720 da papa Clemente XI. Nel 1791: Il sarcofago di porfido di Costanza fu trasportato, per ordine di Pio VI, nel Museo Vaticano insieme ai candelabri di marmo che lo circondavano. Tra gli anni 1834-1840: papa Gregorio XVI fece restaurare da Vincenzo Camuccini (1771-1844) i mosaici del deambulatorio. Nel 1843: Filippo Agricola (1795-1857) restaurò i mosaici delle nicchie. Nei pressi del mausoleo, una stele ricorda i caduti della breccia di Porta Pia (1870).