Chiese di Roma Rione Borgo Chiesa di Santo Spirito in Sassia

La chiesa di Santo Spirito in Sassia è sorta sull'area dell'antica Santa Maria in Saxia. La chiesa, antichissima, è quella costruita da re Ina, re dei Sassoni, intorno al 700 per i pellegrini sassoni ottenne questo privilegio da papa Gregorio III. Nel 727 il re Ina fondò la «Schola Saxonum» un borgo d’accoglienza per i viaggiatori del suo paese che giungevano in pellegrinaggio alla tomba di San Pietro. All'interno del borgo della «schola Saxonum» (da qui l'appellativo in Sassia), nell'847, sotto il pontificato di Leone IV (847-855), scoppiò un violento incendio che, alimentato dal legno con cui erano costruiti portici, case e scale, stava per attaccare anche la Basilica di S. Pietro quando il pontefice, addolorato e impotente di fronte a tanta rovina, evidentemente per divina ispirazione, pensò di alzare la mano e benedire con un gran segno di croce il fuoco. E avvenne il miracolo! Le fiamme gradualmente diminuirono fino a spegnersi, dopo aver comunque provocato notevolissimi danni. L'episodio è ricordato sulla parete di una delle Stanze del Vaticano, nel famoso affresco di Raffaello intitolato, appunto, L'incendio di Borgo. La chiesa fu distrutta nell'incendio di Borgo, riedificata e saccheggiata dai Saraceni e quindi definitivamente riassestata nel 1198 dai frati dell'ospedale. Di nuovo diroccata durante il Sacco di Roma del 1527, fu completamente rifatta per incarico di papa Paolo III da Antonio da Sangallo il Giovane, mentre lavorava alle vicine mura (1538 - 44), ma lavori di completamento e decorazione si ebbero sotto papa Pio V (1566 -72), mentre della facciata ci si occupò sotto papa Sisto V (1585 - 90), quando venne costruita da Ottavio Mascherino conservando il disegno di Sangallo che le dette l'attuale facciata. L'alta facciata, è uno dei primi esemplari di architettura tardo-rinascimentale, scandita da due ordini di lesene, fu completata da Ottaviano Mascherino, sotto papa Sisto V, suo è lo stemma sopra l'occhialone centrale. Il campanile (1471) che conserva caratteristiche romaniche, è superstite della precedente costruzione, orientato secondo la pianta della chiesa Santa Maria in Saxia precedente a quella attuale. Il campanile è il più originale che il Rinascimento ci abbia lasciato: nel tema dominante delle innumerevoli bifore che lo traforano si vede netto il ricordo dei campanili romanici. È opera di Baccio Pontelli, è la parte più antica della chiesa. Bernardino Passeri, ricordato anche da un busto ai piedi del campanile, morto combattendo contro i Lanzichenecchi e, dove si dice che morì combattendo «dopo aver tolto un vessillo al nemico».