Chiese di Roma Rione Campitelli Basilica Santi Cosma e Damiano interno




Prima dell’accesso alla chiesa, in un ambiente a sinistra sotto l’arco di travertino creato nella risistemazione del 1947, è conservato il pavimento a lastre di marmo del foro della Pace e, nella parete laterizia di fondo, i fori delle grappe cui erano appese le 150 lastre della «Forma Urbis». La Forma Urbis era una pianta della città di Roma antica incisa su lastre di marmo, risalente all'epoca di Settimio Severo. Realizzata tra il 203 e il 211, era collocata in una delle aule del Tempio della Pace (o "Foro della Pace"). Oltre mille frammenti delle lastre furono rinvenute in periodo rinascimentale ed in alcuni casi furono copiate in Vaticano. La navata della Basilica si sviluppa longitudinalmente al tempio del Divo Romolo e proprio sopra la grande aula della biblioteca dell'antico Foro della Pace, in origine la chiesa era allo stesso livello. Nell’interno la basilica ha un ricco soffitto in legno dorato e dipinto (Gloria dei SS. Cosma e Damiano di Marco Tullio Montagna, 1632) e, alle pareti, affreschi (storie dei santi titolari) di G.B. Speranza. L'altare maggiore, ad opera di Domenico Castelli (1637), presenta belle colonne marmoree recuperate dall'antico altare ed al centro un'antica Madonna con Bambino datata XIII secolo. Ai lati della navata tre cappelle per parte, sono varie opere di artisti tra cui, la cappella di S. Alessandro mostra un crocifisso ad olio eseguito dalla scuola del Rubens. Al di sopra delle cappelle tutte le pareti ed i pilastri risultano affrescati, il soffitto presenta stucchi dorati, un affresco centrale e lo stemma dei Barberini: le tre api.

 

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