Chiese di Roma Rione Campo Marzio Chiesa di Sant'Agostino Cappella Madonna del Parto



Opera di Jacopo Tatti, detto Sansovino, Madonna con il Bambino (1516-21), marmo scolpito. Qui sorgeva un altare cinquecentesco demolito forse a metà Settecento. Rimane la parte superiore, una nicchia decorata a conchiglia, delimitata da colonne e sormontata da un timpano triangolare. All'interno vi è il celebre gruppo sansoviniano, commissionato nel 1516 dagli eredi del mercante fiorentino G. F. Martelli, che promosse la costruzione della cappella. L'opera si ispira a un modello antico, forse una scultura di Apollo seduto in porfido, oggi presso il Museo Archeologico di Napoli, ma anticamente nel cortile di Palazzo Sassi in Parione, dove è documentato da alcuni disegni del XVI secolo. Già nota come Madonna del Sasso e oggetto di grande devozione, l'immagine viene considerata protettrice delle partorienti ed è detta perciò Madonna del parto. Il culto per questa Madonna risale al «secondo decennio dell'Ottocento», come ha scritto Carmen Peluso, «ed è legato probabilmente ad un "voto segreto", attestato dalla preghiera quotidiana alla Madonna di un giovane operaio, Leonardo Bracci, la cui moglie aspettava un bambino. Dopo la nascita, a testimonianza di eterna gratitudine, il giovane chiese al sagrestano che facesse ardere ininterrottamente, a sue spese, una lampada a olio davanti alla statua della Madonna, che da allora è stata considerata protettrice delle partorienti». La tradizione popolare vuole che la statua fosse stata realizzata con l'adattamento di un'antica statua raffigurante Agrippina che tiene in braccio Nerone. L'elemento pagano di fondo con il riferimento al sanguinario imperatore accendeva la fantasia popolare in considerazione della miracolosità dell'immagine, come testimoniano gli ornamenti preziosi che la circondano, in un aspetto quasi profano assunto dalla venerazione, e i numerosi ex voto.

 Torna al Menù della Chiesa di Sant'Agostino     Torna alla Home