Chiese di Roma Rione Monti Basilica San Giovanni in Laterano processo a papa Formoso



L'evento più famoso di cui fu teatro l'antica basilica fu senz'altro il cosiddetto processo del cadavere, che avvenne nel febbraio dell'897 e fu istruito dal papa Stefano VI (896-97) su imposizione dell'imperatrice Agertrude, dominatrice di Roma in quell'epoca. Liutprando e altri cronisti rievocano quell'episodio in forme più o meno ricche di particolari; delle diverse fonti il Gregorovius è quello che riesce a presentare gli avvenimenti nella forma più realistica e drammatica e, probabilmente, più narrativamente affascinante. «I cardinali, i vescovi e molti altri dignitari ecclesiastici si riunirono nella basilica Lateranense», racconta lo storico tedesco. «Il cadavere del pontefice, strappato al sepolcro in cui riposava già da diversi mesi, fu abbigliato con i paramenti papali e messo a sedere su un trono nella sala del concilio. L'avvocato di papa Stefano si alzò in piedi e rivolgendosi a quella mummia orrenda, al cui fianco se ne stava tutto tremante un diacono che fungeva da difensore, le notificò i capi d'accusa. Allora il papa vivente chiese al morto con furia dissennata: "Come hai potuto, per la tua folle ambizione, usurpare il seggio apostolico, tu che pure eri già vescovo di Porto?". L'avvocato di Formoso addusse qualcosa in sua difesa, sempre che l'orrore gli abbia permesso di parlare; il cadavere fu riconosciuto colpevole e condannato. Il sinodo sottoscrisse l'atto di deposizione, dannò il papa in eterno e decretò che tutti coloro ai quali egli aveva conferito gli ordini sacerdotali dovessero essere ordinati di nuovo. I paramenti furono strappati di dosso alla mummia; le tre dita della mano destra, con cui i Latini impartiscono la benedizione, furono recise, e con urla selvagge il cadavere fu trascinato via dalla sala, attraverso le strade di Roma e gettato infine nel Tevere tra le grida di una folla immensa».

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