Chiese di Roma Rione Monti Basilica San Giovanni in Laterano

Più precisamente il suo titolo è Santissimo Salvatore e Santi Giovanni Battista ed Evangelista in Laterano; si affaccia sulla piazza di Porta San Giovanni ed è la cattedrale della città, indicata come "Madre e capo di tutte le chiese". L'appellativo in Laterano è dato alla chiesa, perché è costruita sulle terre di Plauzio Laterano, che l'imperatore Nerone nell’ anno 65d.c. gli confiscò per aver aderito alla congiura dei Pisoni, restituite poi al console Sesto Laterano ed infine da Costantino, donate a papa Milziade. Tradizione vuole che fu lo stesso imperatore Costantino a definirne la costruzione, tra il 313 e il 318; ma di essa nulla si sa, a parte le notizie spesso fantasiose ricavabili dal Liber pontificalis. Era un edificio a tre navate, con colonne trafugate da templi pagani, arricchito di pesantissime statue d'oro e d'argento, bacili, candelabri e vasellame di ogni tipo; l'imperatore si vantava, nel testo della Donazione di Costantino, di aver personalmente «portato sulle spalle, per le sue fondamenta, dodici cofane di terra secondo il numero dei dodici apostoli». Fu collegata al Palazzo Apostolico con il quale costituiva il Patriarchio, come residenza del patriarca di Roma, cioè il papa. La basilica fu danneggiata e restaurata più volte, ai numerosi restauri vi provvedono S. Leone Magno — dopo i danni causati da Genserico e dai suoi Vandali — Adriano I e Sergio III; Niccolò IV rifà l'abside ma causa la perdita dei preziosi mosaici di Flavio Costanzo Felice e sua moglie Pandusia. Il 6 maggio 1308, il primo incendio e rifacimento per cura di Clemente V e Giovanni XXII; passa poco più di mezzo secolo e la basilica è di nuovo distrutta dal fuoco. Vi furono ancora restauri da parte di Martino V ed Eugenio IV; in fine Innocenzo X ordinerà la costruzione dell'odierna basilica. La facciata in laterizio, rifatta da Alessandro III nella seconda metà del sec. XII (1159-81), sopravvisse fino al 1732 quando, in seguito a concorso, promosso da papa Clemente XII, venne sostituita dall'attuale, opera di Alessandro Galilei (1732-35) è a ordine colossale di paraste e semicolonne corinzie sorreggente la trabeazione con timpano centrale e balaustra coronata da 15 statue di Cristo, dei Ss. Giovanni Battista ed Evangelista e dei dottori la Chiesa. All'interno dell'ordine la facciata è svuotata in basso portico architravato e in alto dalla loggia ad arcate, in una trascrizione neopalladiana dell'invenzione cortonesca di S. Maria in via Lata. Il portico del Galilei ha volta a botte ribassata ornata di lacunari e, al centro, lo stemma di Clemente XII. La porta mediana ha preziosi battenti in bronzo provenienti dalla Curia ma trasformati attorno al 1660 con l'aggiunta delle fasce di contorno (stemmi di Alessandro VII) per adattarli alle dimensioni dell'apertura attuale; l'ultima a destra è la Porta Santa, aperta solo negli anni giubilari. A sinistra, statua di Costantino dalle terme erette dall'imperatore sul Quirinale; sopra questa e sulle porte , altorilievi marmorei di Filippo Della Valle, Bernardino Ludovisi, G.B. Maini e Pietro Bracci.