Chiese di Roma Rione Pigna Basilica di San Marco Evangelista

La chiesa ha origini molto antiche, risale addirittura ai primi anni del Cristianesimo, seguente all'editto di Costantino. Infatti nel 336 papa Marco (335-336) fondò la prima chiesa romana dedicata al santo Evangelista di cui portava il nome, incorporandovi parti di una domus, forse di proprietà della sua famiglia, nella località nota come ad Pallacinas, infatti anche la basilica di S. Marco era denominata iuxta Pallacinas. L'edificio fu restaurato nel 792 per volere di papa Adriano I (772-795), appartenente ad un'importante famiglia romana residente in un palazzo che sorgeva proprio pressò la chiesa. Papa Gregorio IV che era stato prete nella chiesa di S. Marco (827‑844) la ricostruì quasi a nuovo perché “rovinosa e disabbellita”, e di papa Gregorio IV resta ancora l' abside con i mosaici. Papa Paolo II, che da cardinale aveva tenuto residenza nel palazzo di S. Marco, volle ampliare e rendere più bella e magnifica la basilica. Papa Paolo II la rinnovò completamente, all'interno e all'esterno, nel 1465-70; nel 1654-57 iniziò la trasformazione barocca, proseguita dal cardinale Angelo Maria Querini (1735-50). La serena e solenne facciata, opera di Giuliano da Maiano che avrebbe completato l'opera nel 1471 ( alcuni sostengono sia invece di Leon Battista Alberti), fu eretta con i travertini prelevati dal Colosseo e dal teatro di Marcello, è costituita da un portico a tre arcate su semicolonne con capitelli compositi e dalla loggia a paraste con capitelli corinzi (murata nel 1770 e riaperta nel 1916). Il campanile dalle forme romaniche risale al 1154. Nel portico vi sono frammenti archeologici e la lapide funeraria di Vannozza Cattanei, l'amante di Alessandro VI, morta nel 1518, la cui tomba originaria era nella chiesa di Santa Maria del Popolo, vi si trovano numerosi resti della chiesa medievale e un pozzo medievale con suggestiva iscrizione medievale relativa alla distribuzione popolare gratuita dell'acqua del pozzo da parte di un tal prete Giovanni, con tanto di maledizioni nei confronti di chi avesse richiesto soldi per farla bere. Si accede alla chiesa tramite il portale rinascimentale di Isaia da Pisa, uno fra i più belli dell'epoca in Roma.