Chiese di Roma Rione Ripa Basilica di Santa Maria in Cosmedin Navata centrale




La chiesa di S. Maria in Cosmedin venne costruita nel VIII secolo da papa Adriano I, sfruttando le strutture superstiti di due grandi i edifici romani nell'area dell'antico Foro Boario. Il primo ad essere riutilizzato fu il grande ambiente noto come la "Loggia dei Mercanti", e solitamente identificato con la statio annonæ, cioè gli uffici per l'amministrazione dell'approvvigionamento alimentare dell'antica Roma. Proprio sfruttando preesistenti strutture romane che si trovavano in questo luogo, nel VI secolo d.C. venne creata la diaconia, le cui alte colonne marmoree scanalate sono ancora visibili nei muri della parte anteriore dell'odierna chiesa. Infatti sul lato sinistro della navata sono visibili , incastrate nel muro e vicino all'angolo dell'edificio, tre alte colonne scanalate che appartenevano allo statio annonæ. Nell'altro angolo tre colonne del lato lungo, presso il portale mediano; altre quattro nel campanile, nella cappella a fianco e in sagrestia; infine due colonne nell'altro lato corto nella cappella del Sacramento. Nel centro, sul pavimento cosmatesco, spicca la Schola Cantorum realizzata sotto Callisto II circondata da plutei e colonnine con rivestimenti di marmi e con amboni; il candelabro pasquale poggia su un piccolo leone marmoreo, risalente alla fine del XIII secolo. Autentici, invece, sono il bellissimo pavimento marmoreo, forse il più notevole fra tutti quelli realizzati dai Cosmati, tasselli di marmo, granito e ceramica, lavorati e intagliati minuziosamente, compongono infinite combinazioni geometriche racchiuse all'interno di pannelli musivi che, seppure apparentemente simili tra di loro, svelano da vicino l'unicità dei loro disegni.

 

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