Chiese di Roma Rione Trevi Basilica dei SS. Apostoli

Questa è l'unica basilica romana che non sia stata edificata su preesistenti costruzioni pagane riadattate, anche se furono utilizzati materiali di spoglio provenienti dalle terme di Costantino. In questo luogo, nel secolo IV papa Giulio I fece costruire una chiesa che venne dedicata agli apostoli Filippo e Giacomo e poi, dal secolo XVI, a tutti e dodici. La sua edificazione fu poi proseguita da papa Pelagio I sotto il regno di Narsete, Generale bizantino che nel VI secolo governava Roma, che fece certamente erigere la chiesa ad imitazione del famoso Apostoleion di Costantinopoli. La basilica fu completata da papa Giovanni III, fu poi restaurata da papa Stefano V (885 - 891), nel Trecento la basilica, come molti altri antichi monumenti romani, si trovava in completo abbandono, ridotta ad un rudere dal terremoto del 1348. Nel 1417, papa Martino V della nobile famiglia dei Colonna salì al soglio pontificio, e promosse il restauro della basilica. Nuovi interventi si ebbero, sulla facciata, sotto papa Sisto IV e poi ancora sotto papa Giuliano II della Rovere il quale, tra il 1474 e il 1481, fece realizzare l'attuale grandioso portico rinascimentale a due ordini, opera di Baccio Pontelli. L' antica basilica era a tre navi sostenute da due file di colonne: vi si venerava una celebre immagine del Salvatore dipinta da Melozzo da Forlì, che Clemente XI fece trasportare nella sala regia del Quirinale. Alla fine del ‘400 su incarico di papa Sisto IV l’architetto Baccio Pontelli, ebbe l’incarico di realizzare la facciata che la progettò in obliquo rispetto all'asse della chiesa con nove arcate su due ordini: il primo a pilastri ottagonali e il secondo con semicolonne ioniche. Nella seconda metà del Seicento, Carlo Rainaldi progettò la balaustra con le tredici statue di Gesù e gli apostoli, murò l'ordine superiore con l'inserimento di finestre barocche. Nel 1827 la facciata è stata rimaneggiata da Giuseppe Valadier, a spese di Giovanni Torlonia. Nel portico si trovano alcuni resti della chiesa medievale, varie tombe e lapidi a destra, aquila imperiale, rilievo romano del sec. II, e sotto, leone firmato da un Vassalletto (sec. XIII); a sinistra, stele funeraria a Giovanni Volpato di Antonio Canova (1807). Una strana cerimonia, ma che corrisponde all'indole dei tempi, aveva luogo il giorno dei santi Filippi e Giacomo nella chiesa, in cui si gettavano uccelli, e dal soffitto si appendeva un porcello sospeso fin presso al pavimento, mentre i popolani si lanciavano per afferrarlo, getti d'acqua calavano dall'alto per render più ardua l'impresa e maggiore il divertimento dei signori.