Palazzi di Roma Crypta Balbi Museo Nazionale Romano le novità monetarie




Nel deposito della prima metà dell’VIII secolo della Crypta Balbi si sono recuperate circa 270 monete che riflettono una circolazione monetaria urbana dinamica, ancora simile a quella osservata alta fine del VII secolo. Caratteristica degli anni a cavallo tra la fine del VII e i primi decenni dell'VIII secolo è l'abbondante produzione di singolari monete di bronzo quadrangolari, eseguite in modo molto sommario. I busti sul diritto sono di fattura talmente grossolana che l'attribuzione agli imperatori regnanti risulta problematica, anche perché gli esemplari sono anonimi. Sul rovescio la legenda ROM è spesso invertita in MOR. Queste peculiarità potrebbero essere i primi sintomi della crisi dell'organizzazione istituzionale bizantina che nel corso dell'VIII secolo portò progressivamente all'affermazione dell'autorità papale nel governo di Roma. Le monete spicciole di scarso valore, usate correntemente nella vita quotidiana, erano le più soggette ad essere perdute accidentalmente. Trecentosessanta monete di bronzo molto corrose sono state trovate fra i detriti che si accumularono nello scarico della latrina che si trovava nell'esedra della Crypta Balbi, quando questa smise di essere utilizzata. Tali monete consentono di datare l'abbandono dell'impianto agli inizi del V secolo. Inoltre, per loro numero rilevante, esse testimoniano la grande diffusione della moneta spicciola negli ultimi secoli dell'impero; una diffusione che nell'Europa occidentale sarebbe stata eguagliata solo nel XIX secolo.

 

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