Palazzi di Roma Crypta Balbi Museo Nazionale Romano il governo dei papi




Durante l’VIII secolo venne meno la sovranità dell'impero bizantino in Roma e il governo della città passò nelle mani dei papi. Quando infatti l'impero mostrò di non saper contrastare i re longobardi nel loro tentativo di sottomettere i territori bizantini dell'Italia centrale, i papi chiesero aiuto al re dei Franchi, Pipino il Breve, devoto di S. Pietro. Questi sconfisse i Longobardi e consegnò ai papi il dominio temporale su Roma e sulle altre province imperiali dell'Italia centrale. Per giustificare il nuovo potere temporale del papato, si creò allora la leggenda che Roma fosse stata donata al papa dal primo imperatore cristiano, Costantino. La nuova situazione politica influenzò sensibilmente la vita della città. Venuti meno i legami con l'Oriente, l'economia dovette essere riorganizzata potenziando la produzione agraria locale e gli scambi con le regioni vicine. Un impulso alle attività artigianali venne dalle iniziative che i papi presero per riqualificare la città, consapevoli della sua crescente importanza come centro religioso dell'Occidente, nel frattempo unificato sotto il dominio politico del figlio di Pipino il Breve, Carlomagno. Fra VIII e IX secolo assunsero forme nuove a Roma anche le abitazioni e le attrezzature della vita domestica.

 

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