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La statua dell'Apollo del Belvedere probabilmente venne rinvenuta nel 1489 inuna tenuta presso Grottaferrata e quindi collocata nel giardino (del palazzo di piazza SS. Apostoli) del Cardinale Giuliano della Rovere. Il Cardinale, una volta eletto Papa col nome di Giulio II (1503-1513), lo portò in Vaticano. Fu ammirata da Winckelmann, da Goethe e prima ancora da Michelangelo. Si tratta di una copia romana di età adrianea (II secolo d.C.) di un originale bronzeo dello scultore greco Leochares (IV secolo a.C.) esposto nell'Agorà di Atene. Il dio Apollo sembra aver appena vibrato un colpo con il suo arco che, originariamente teneva nella mano sinistra e nella destra stringeva la freccia appena sfilata dalla faretra (alcuni pensarono invece ad un ramo di alloro avvolto in bende, simbolo del suo potere risanatore). Sul tronco accanto è un serpente, a memoria della sua mitica uccisione di Pitone, mentre lo sguardo del dio è rivolto verso un punto indefinito, ben oltre il suo arco; sul braccio con l'arco è gettata la clamide (mantello), che pendendo con pesantezza crea un brillante effetto tridimensionale. Apollo, dio della musica e della poesia, secondo la mitologia antica, era rappresentato sul mitico monte Parnaso a presiedere le Muse che, secondo gli antichi, ispiravano le principali attività intellettuali dell'Uomo.

 

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