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  • Sarcofago con sottomissione di barbari . Il sarcofago, forse destinato ad un alto ufficiale romano di età antonina, raffigura la sottomissione di un popolo barbaro sconfitto e prigioniero, davanti al generale dell’esercito dell’imperatore Marco Aurelio (ca. 180 d.C.); il comandante vincitore è seduto ed incoronato dalla Vittoria. Sul lato sinistro due soldati portano via una prigioniera col suo figlioletto; sul destro altri prigionieri sono portati su di un ferculum, una specie di portantina, usata in un trionfo militare.
  • Sarcofago con thiasos dionisiaco. Il sarcofago, in marmo bianco di Nasso è del tipo a vasca con due protomi leonine che inquadrano una festosa celebrazione del culto del dio Dioniso, al suono di flauti, cembali e timpani si alternano in una danza ininterrotta tra satiri e menadi, donne in preda alla frenesia estatica e invasate da Dioniso, ed eroti, figure collettivamente associate all'amore divino e alla sessualità. L'opera è databile verso il 150 d.C.
  • Sarcofago con scene di nozze e di sacrificio. Alla presenza di Giunone Pronuba, protettrice delle nozze, si svolge un sacrificio alla Concordia da parte degli sposi; una fiamma che arde su di un piccolo altare si svolge una libagione connessa ad un matrimonio la coppia è al centro mentre un inserviente, da destra, conduce un toro al sacrifico; a sinistra le ancelle seguono il dio alato del matrimonio Imeneo (la personificazione alata della cerimonia nuziale). Nei rilievi laterali coniugi si stringono le mani nel gesto della dextrarum iunctio e lo sposo compare a cavallo in vesti militari. Databile intorno ai 180 d.C.

 

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