Palazzi e Ville di Roma Palazzo Doria Pamphilj La Galleria Doria Pamphilj


La Galleria Doria Pamphilj nacque dall'istituzione da parte di Innocenzo X del fedecommesso a favore del nipote Camillo, che dette avvio alla costituzione di una delle più cospicue raccolte d'arte private; nella collezione, già accresciuta da oculati acquisti (Caravaggio, Rubens, Bernini, Algardi, opere di scuola emiliana e di ambito classicista), confluirono, in seguito al matrimonio con Olimpia Aldobrandini, le opere (scuola ferrarese e veneta) che costei aveva quale unica erede dello zio, il cardinale Pietro, mentre al cardinale Benedetto Pamphilj si deve la costituzione del prestigioso gruppo della pittura fiamminga. Con l'estinzione del ramo Pamphilj la collezione passò ai Doria Pamphilj, trasferitisi qui da Genova nel 1760, i quali la arricchirono di quadri (Sebastiano del Piombo, Agnolo di Cosimo di Mariano, conosciuto come il Bronzino) e della stupenda serie di arazzi; alla fine dell'800 il principe Alfonso completò la raccolta con il gruppo dei «primitivi». La Galleria vera e propria ha inizio qui e accoglie i quadri secondo l'allestimento tardo-settecentesco documentato da un manoscritto dove sono indicati con precisione i dipinti e il loro posto: l'allestimento si basa su criteri di simmetria e, a volte, di affinità tipologiche e stilistiche. Salone Poussin Nel salone sono esposte 43 opere di vari artisti ma soprattutto del pittore francese Gaspard Dughet (Roma 1615-1675) detto anche il Poussin, esperto nel dipingere paesaggi, l'artista di origine francese prediletto dai Pamphilj fin dagli anni intorno al 1650; alle sue opere si accompagnano quelle dei suoi collaboratori e di altri specialisti della pittura di paesaggio.

 

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