Palazzi di Roma Palazzo Doria Pamphilj

Si trova tra via del Corso n. 304, piazza del Collegio Romano n. 2, via del Plebiscito, via della Gatta e sul vicolo Doria (Rione IX, Pigna). Tra gli edifici della via del Corso questo palazzo emerge per l'ampiezza e per la qualità artistica della facciata, arricchita dall'unione con la chiesa di S. Maria in via Lata, ed è la più peculiare espressione del barocco e del barocchetto romano nel Sei - Settecento. Le origini del grandioso edificio risalgono alla metà a del XV secolo. Acquistato agli inizi del '500 dal cardinale Fazio Santoro, venne notevolmente ampliato anche con la realizzazione di un magnifico cortile interno, forse opera di Donato Bramante (1444-1514). In seguito alle pressioni di Giulio II, Della Rovere (1503-1513), il palazzo fu donato al nipote del papa, Francesco Maria Della Rovere, e nel 1601 fu acquistato dal cardinale Pietro Aldobrandini al quale si debbono le due ali del cortile maggiore e la loggetta posta nella parte più elevata di un edificio con la banda controdoppiomerlata e le sei stelle (stemma degli Aldobrandini). In seguito alle nozze di Olimpia Aldobrandini con Camillo Pamphilj, nipote del papa Innocenzo X, l'edificio, che, nel frattempo, aveva assunto l'aspetto di una reggia, passò a questa famiglia. Alla morte di Camillo Pamphilj, la figlia principessa Anna, sposa Giovanni Andrea Doria Landi, I Pamphilj, con questo matrimonio si estinsero nei Doria. Il figlio di Camillo Pamphilj cardinale Benedetto riunì letterati, pittori dai quali acquistava opere per la sua galleria. Era uno splendido salotto che gareggiava con quello della regina Cristina di Svezia; nei ricevimenti offriva banchetti sontuosi e fu anche un mecenate indimenticabile. Andrea IV Doria Pamphilj nel 1769 fece trasformare il cortile del palazzo in una grandiosa sala da ballo per festeggiare Pietro Leopoldo I d'Austria, granduca di Toscana, fratello dell'imperatore Giuseppe II.