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Venere mostra Psiche ad Amore. Venere mostra la bellissima rivale ad Amore affinché questi, colpendola con una freccia, la induca a innamorarsi di un uomo brutto e deforme. Amore e le tre Grazie. Amore, indica alle tre Grazie la presenza sulla terra di Psiche; sembra confermare una corrispondenza tra gli episodi celesti, raffigurati sulla volta, e quelli terreni, sulle pareti. Venere, Cerere e Giunone. Venere, venuta a conoscenza dell'amore segreto tra il figlio e Psiche, si lamenta con Giunone e Cerere dell'innaturale unione tra un dio e una mortale, chiedendo alle due dee vendetta contro la rivale. Giunone e Cerere, temendo le ire del dio dell'amore, rifiutano di prestarle aiuto. Venere si reca da Giove sul cocchio. La dea della bellezza, fasciata di svolazzanti drappi, in piedi su un cocchio dorato tirato da colombe si reca da Giove per chiedergli di aiutarla a punire Psiche. Venere davanti a Giove. Invidiosa della bellezza di Psiche e indignata per il suo connubio con Amore, Venere chiede l’aiuto di Giove per trionfare sull'odiata rivale. Ma Psiche è introvabile perché con l’aiuto di Zefiro, Amore l’ha nascosta in un palazzo magico. L’elegante scena rappresenta il colloquio tra le due divinità, sottolineando il contrasto tra la fiorente venustà della dea e la precoce canizie del signore dell'Olimpo. Mercurio. il messaggero degli dei, con la tromba in mano, scende sulla Terra per annunciare agli uomini il bando di Giove: Venere, dea della bellezza, darà sette baci a chi le farà ritrovare Psiche. Psiche portata in Olimpo. Psiche viene portata in cielo da tre amorini per offrire a Venere l’ampolla contenente l’acqua della beltà, ottenuta da Proserpina nell’Averno. Psiche davanti a Venere. Psiche porge a Venere l'acqua che dona la bellezza, suscitando nella dea un teatrale gesto di meraviglia. Giove bacia Amore. Anche Amore perora presso Giove la sua causa, ed ottiene l'approvazione del signore degli dei. Giove, baciando Amore, manifesta la propria volontà di sospendere la persecuzione di Psiche e di accoglierla sull'Olimpo come legittima sposa del giovane dio. Mercurio e Psiche. Al contrario di quanto scritto da Apuleio nel progetto raffaellesco è Mercurio e non a Giove, che accogliere Psiche nell'Olimpo e gli porge il nettare dell'immortalità. Sopra l'immagine di Psiche svolazza un pavone, tradizionale attributo di Giunone, protettrice del matrimonio, nonché simbolo della vita eterna. Amorini con gli attributi di Plutone. Vivaci e liberi, gli amorini in volo nelle vele alludono alla sovranità di Amore sugli stessi dei dell'Olimpo. Amorino con gli attributi di Minerva. Un paffuto putto biondo, rimpiccolito con grande finezza, regge con atletica prodezza i simboli della dea della sapienza: un'egida un'egida (scudo) semilunato (fatto a forma di mezzaluna) e un elmo di bronzo dorato con l'effigie della Gorgone. 

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