Palazzi di Roma Palazzo Pontificio stanze di Raffaello sala di Eliodoro la Scuola di Atene

L’affresco della Scuola d'Atene, è il trionfo della Filosofia che fa riscontro al trionfo della Teologia. Una folla di pensatori dell'antichità, ordinati secondo le varie discipline, che ora meditano in silenzio, ora discutono appassionatamente sotto le volte di una solenne architettura. In questo angusto sacrario del sapere Raffaello riunì, in un quadro solenne, i grandi filosofi e i sapienti dell'antichità e del Rinascimento, che fanno cerchio attorno ai due grandi maestri: Platone e Aristotele. Essi avanzano dal fondo della scena, tra la reverenza dei discepoli, fin presso la scalinata, impegnati in una dignitosa discussione sui principi della loro intuizione del mondo. Platone, tenendo nella sinistra il libro del Timeo, che tratta della genesi dell'universo e con la mano destra accenna al Cielo; Aristotele, che tiene nella mano sinistra la sua «Etica», accenna alla Terra con la destra aperta. Nel gruppo a sinistra di Platone si riconosce Socrate, che, contando sulle dita, sta svolgendo i suoi sillogismi; tra gli ascoltatori si riconoscono Eschine e Senofonte e Alcibiade, con in testa l’elmo dorato. L'uomo che dietro Alcibiade accenna a tre altri di avvicinarsi (tra questi un giovane con volumi e rotoli), è Crisippo. In primo piano si vede di profilo la testa di un vecchio, è Zenone. Presso di lui, con la testa coronata di pampini, sta leggendo un libro appoggiato alla base di una colonna Epicuro. Più a destra, seduto e volto di profilo a destra, Pitagora sta scrivendo le sue tavole armoniche e verso di lui si china Averrois; in piedi e con turbante, Empedocle è seduto. Più a destra un uomo ritto col piede sinistro su un blocco di marmo, indica nel suo libro una sua dimostrazione; si è molto discusso sul suo nome: Anassagora, o Aristosseno. Accanto a lui, seduto e meditabondo nell'atto di metter mano alla penna, è un altro filosofo interpretato come Eraclito. L’uomo sdraiato sui gradini è Diogene. Ancora più a destra si riconosce Archimede, che chinato su una tavoletta spiega una figura di geometria. Segue un gruppo di quattro persone in piedi; di spalle si vede Tolomeo, tenendo nella sinistra la sfera terrestre; di fronte, tenendo nella destra la sfera celeste, è Zoroastro; di lato si vede l'autoritratto di Raffaello. Inoltre,   nell’affresco sono inseriti alcuni filosofi con le sembianze di contemporanei: Euclide ha i tratti di Donato Bramante; in Platone si scorgono le sembianze di Leonardo da Vinci; infine Michelangelo è raffigurato con i lineamenti di Eraclito

 

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