Palazzi di Roma Palazzo Pontificio Cappella Sistina le Sibille esposte lato Sinistro

  La presenza nella cappella Sistina delle Sibille si spiega per i loro presagi, che discendono dai riti divinatori greci e romani, sono reinterpretati in chiave cristiana, i vaticini emessi dalle sibille che sono accomunati al Dio del Sole, Apollo, e di conseguenza, attraverso il tipico paragone Cristo-Sole, agli annunci dell'avvento del Messia.

La sibilla Persica provenire da un'area estranea al mondo greco è dipinta come una donna anziana che, ricurva sotto una significativa gobba, è intenta a leggere con fatica il libro delle profezie, tenuto vicino agli occhi dalle braccia possenti. Essa si volge indietro, verso la parete, con alle spalle la luce per avere più visibilità nella lettura, mentre il braccio destro e le gambe sono impetuosamente illuminate, entrambe le gambe sono coperte, una da una veste verde acqua e l’altra da un mantello rosso . Secondo la tradizione, la Persica era considerata Profetessa dell'incarnazione di Cristo.

La sibilla Eritrea originaria da Eritre, città dell'Asia Minore, era famosa perché era la profetessa dell'antichità classica e poi ancora in epoca cristiana per aver presagito il Giudizio universale. È ritratta mentre sta sfogliando, le pagine di un grande libro, che è appoggiato su un leggio coperto da un panno azzurro. Indossa una tunica bianca sotto un corpetto rosa e un mantello arancione con i risvolti di verde che le avvolge le ginocchia; la sua figura muscolosa si fa notare per l'espressione serena e al tempo stesso malinconica. Dietro di lei, un putto accende la lampada, con una fiaccola, un altro si stropiccia gli occhi, ancora mezzo addormentato. 

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