Regio II Caelimontium Case Romane al Celio Sala dei Geni

La Sala dei Geni fu anticamente il magazzino di una bottega che si affacciava sulla strada, riconvertito poi, nella seconda metà del III secolo d.C, in stanza elegante e affrescata quando divenne parte della ricca domus. La sala aveva un rivestimento di marmo per un'altezza di circa 2 m, successivamente asportato e riutilizzato altrove al momento dell'abbandono degli ambienti. Le pareti superiori della sala conservano una decorazione ad affresco, divisa in due registri, quello inferiore mostra delle figure di fanciulli nudi e alati, che si possono identificare come "geni".


 

Nella religione romana, i geni erano divinità che vegliavano sulle sorti delle famiglie; i Romani li ritenevano uno spirito buono, una specie di angelo custode che nasceva e moriva con l'individuo. I fanciulli sorreggono dei festoni floreali, tra cui volano uccelli di varie specie. Nel registro superiore, diviso da quello inferiore da una fascia di colore scuro, sono rappresentati piccoli eroti, alcuni intenti a raccogliere frutti, altri a portarne cesti colmi. Essi sembrano essere avvolti da un gioco di tralci vegetali che, nascendo da cespugli posti agli angoli delle pareti, girano tutt'intorno. Gli eroti, o amorini, sono un insieme di figure associate all'amore divino e alla sessualità.

 

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