Regio III Serapis Arco di Costantino

Il più grandioso dei tre archi superstiti, opera di Costantino, sorgeva lungo la via percorsa dai trionfi, nel tratto compreso fra il Circo Massimo e il Colosseo. E’ il più grande e meglio conservato tra quelli antichi a Roma, che il Senato e il Popolo fecero erigere nel 315 per il decennale dell'imperatore e a ricordo della vittoria su Massenzio del 312. Il monumento fu trasformato in torre durante il Medioevo e poi incorporato nel palazzo fortificato dei Frangipane; venne restaurato nel sec. XVIII e liberato nel 1804. L'arco, a tre fornici, è alto quasi 25 m; il fornice centrale misura 6,50 m di larghezza per 11,45 di altezza. È sontuosamente decorato, ma con elementi provenienti da monumenti di epoche precedenti: le colonne corinzie provengono da un monumento di Domiziano; i due rilievi all'interno del fornice derivano dal Foro di Traiano; le statue dei barbari prigionieri sull'attico sono dell'epoca di Marco Aurelio; gli otto medaglioni sui fornici laterali sono dell'epoca di Adriano; gli otto rilievi accanto alle iscrizioni sull'attico sono di un arco di Marco Aurelio. In questo periodo la città, che di fatto ha perso da tempo la sua funzione di capitale e che di lì a poco la perderà anche formalmente in favore di Costantinopoli, doveva offrire ben poche possibilità di lavoro alle botteghe artistiche, che erano vissute principalmente della committenza imperiale. Ciò può contribuire a spiegare il ricorso in misura così ampia al reimpiego di sculture più antiche e di elementi architettonici, tratti da monumenti dell'età di Traiano, Adriano e Commodo.