Chiese di Roma Rione Castro Pretorio Basilica di Santa Maria degli Angeli

L’edificio originario fu iniziato al ritorno di Massimiano dall'Africa (autunno del 298 d.C) e terminato dopo l'abdicazione di Domiziano e Massimiano (1° maggio del 305). Molti edifici furono demoliti per far posto alla gigantesca costruzione (come ricorda anche l'iscrizione dedicatoria). Dei 130.000 mq. di superficie che occupava l’edificio un buon quarto era costituito dall’area termale propriamente detta ed aveva come parte centrale tre spaziose sale che in base alla differenza della loro temperatura prendevano il nome di “Frigidarium, Tepidarium, Calidarium”, come in uso in tutti i bagni romani. Le Terme di Diocleziano potevano contenere 3.200 bagnanti per volta, il doppio di quelle di Caracalla; il solo frigidario occupava un’area di m. 105 x 45 senza calcolare le profonde nicchie che si aprivano sui lati lunghi, riccamente adorni di gruppi statuari e di fontane. Il destino delle Terme poteva dirsi segnato fin dall’epoca di Costantino. Gravi danni in seguito subirono col sacco di Roma e l’incendio di Alarico (410), poi con l’assedio di Vitige nel 537, che tagliò gli acquedotti. L’interruzione dell’acqua dette il colpo di grazia provocando l’abbandono della zona da parte della popolazione e il colossale edificio restò vuoto e abbandonato nel generale squallore. Intanto la devastazione e la depredazione, iniziata già da moltissimi anni, continuava senza ritegno: marmi, statue e altro materiale di gran pregio vennero asportati finché non restarono che muraglie ed archi cadenti e disadorni. Il progetto della chiesa fu proposto nel 1561, dal il monaco siciliano Antonio Del Duca, che aveva costruito un sacello dedicato al culto degli Angeli addossato alle terme, il monaco supplicò papa Pio IV (1560-65) di proteggere quel luogo sacro perché era costantemente depredato dai ladri. Papa Pio IV indisse una gara tra i più rinomati architetti del tempo per la costruzione di una grande chiesa da intitolare (di nuovo) alla Vergine Maria. Pio IV affidò questo difficile compito a Michelangelo Buonarroti; il grande artista quasi novantenne, si limitò a progettare e dirigere i lavori. All'attuazione dell'opera badò invece il suo allievo Jacopo Del Duca e la prima struttura del complesso fu eretta tra il 1560 e il 1564. Si ebbero successivi interventi e il più importante fu quello di Luigi Vanvitelli; questi, nel 1749, dovendo aggiungere una cappella dedicata al beato Nicola Albergati, cambiò l'orientamento della basilica aprendo l'attuale ingresso in un nicchione del calidarium e trasformando, di conseguenza, in trasversale la navata retta di Michelangelo.