Chiese di Roma Rione Celio Basilica di Santo Stefano Rotondo la storia

La basilica venne edificata, da Papa Leone I (440- 461 d.c.), su una caserma romana dei Castra Peregrina, e sopra un mitreo risalente al 180 d.c. La basilica venne consacrata da papa Simplicio tra il 468 e 483. La struttura della basilica aveva pianta rotonda, composta in principio da tre cerchi concentrici: il 1° cerchio con un diametro di 22 m. era delimitato da 22 colonne architravate, sulle quali poggiava un tamburo alto 22,16 m.; questo cerchio era circondato da due ambulacri (corridoi) più bassi ad anello: quello più interno, diametro 42 m; il 2° cerchio delimitato da colonne collegate da archi, oggi  inserite in un muro continuo; il 3° cerchio quello più esterno, diametro 66 m., ora scomparso, era chiuso da un basso muro. Tra il 2° cerchio e il 3° erano posti quattro ambienti uno di fronte all’altro, di maggiore altezza, che formavano nella pianta circolare una croce greca. Tra il 523 e il 529, sotto i papi Giovanni I e Felice IV, la basilica fu ornata da mosaici e rivestita in marmi preziosi. Tra il 642 e il 649 papa Teodoro I fece erigere un nuovo altare collocandolo nel braccio superstite nord orientale della croce greca, con un paliotto d'argento; alle spalle il muro esterno venne demolito per realizzarvi un'abside, vi trasferì reliquie dei santi martiri Primo e Feliciano. Tra il 1139 e il 1143 papa Innocenzo II fece restaurare la basilica, vennero distrutti l’anello esterno e tre dei quattro ambienti che formavano la croce greca perché pericolanti, si salvò solo la cappella dei santi Primo e Feliciano. Tra 1130 il 1143 il medesimo papa fece costruire il portico, a cinque arcate su colonne antiche con capitelli tuscanici. Tra il 1447 e il 1455 Papa Niccolò V affidò il restauro della basilica allo scultore toscano Bernardo Rossellino, che fece nuovamente i tetti e la pavimentazione, rialzandone la quota, edificò nel 1° cerchio della Basilica un altare marmoreo, eliminò il corridoio esterno e chiuse con un muro le colonne del secondo cerchio, che forma l'attuale parete esterna della chiesa. Nel 1580 papa Gregorio XIII affidò la gestione della basilica al collegio ungherese , che successivamente si unificò con il collegio germanico, un convitto retto dai gesuiti destinato a sacerdoti di lingua tedesca, che provvidero a realizzare la nuova sacrestia e intorno all’altare maggiore venne innalzata una recinzione ottagonale, decorata con sculture e affreschi, con 24 scene che imitano rilievi scultorei, in toni di giallo, raffiguranti la storia di santo Stefano opera di Niccolò Circignani, detto il Pomarancio. Nel 1583 papa Gregorio XIII affidò al Pomarancio e ad Antonio Tempesta il compito di affrescare il muro che chiudeva l'ambulacro con scene di Martirologio. Il ciclo inizia con la Strage degli innocenti, continuando con la Crocifissione di Gesù, a cui segue il martirio di santo Stefano, con sullo sfondo le raffigurazioni dei supplizi degli Apostoli. Dal 1958 sono iniziati gli scavi archeologici nel sottosuolo della chiesa e nella zona circostante, finché nel 1973 fu scoperto un santuario del dio Mitra.

  Altare centrale

  Cappella Ss. Primo e Feliciano

  Martirologio lato destro

  Martirologio lato sinistro

  Tabernacolo ligneo

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