Chiese di Roma Rione Campitelli Basilica di Santa Maria in Ara Coeli

Eretta sopra il tempio di Giunone Moneta, fondata probabilmente da Gregorio Magno nel 590 sul luogo di un monastero di monaci greci dal VI secolo; nel XI secolo passò ai Benedettini, e nel 1250 ai Francescani, col nome di Santa Maria in Capitolio che la restaurarono e vi annessero il loro convento; deve l'appellativo in Aracoeli, sulla base della leggenda dell'apparizione della Vergine a Ottaviano. É l'unica chiesa cristiana rimasta sul colle pagano, fra monumenti pagani, infatti sorge sull'arx capitolina, di fronte al luogo dove sorgeva il tempio di Giove. La chiesa fu ricostruita tra il 1285-87, forse su progetto di Arnolfo di Cambio, dai Francescani; fu consacrata ancora incompleta nel 1291, ma l’inaugurazione definitiva avvenne sotto l’egida di Cola di Rienzo nel 1348. Il tempio assunse grande importanza, tanto da essere sede delle riunioni dei maggiorenti della città e da essere chiamato "chiesa del Senato di Roma”. Qui si svolse nel 1571 il trionfo di Marcantonio Colonna dopo la vittoria di Lepanto. Nel 1467-72 il cardinale Oliviero Carafa effettuò dei restauri; nel 1564 Pio IV demolì l'abside affrescata da Pietro Cavallini, abolì la schola cantorum e spostò l'ingresso laterale. Ulteriori restauri vennero eseguiti nel 1689 con la chiusura di alcune finestre e ridecorata la navata centrale. La basilica fu profanata durante l’occupazione francese del 1797 che fu adibita a stalla. Tra il 1886 e il 1888 la basilica si trovò al centro dei lavori di demolizione per consentire la costruzione del monumento a Vittorio Emanuele II, non si salvò l'antica sagrestia e finirono sotto il piccone il convento e la Torre di Paolo III. Sono rimaste integre il campaniletto di San Biagio in Mercatello ed una casa romana di abitazione, che si trova ai piedi della scalinata, l'unico esempio rimasto nell'urbe di una casa dei tempi della Roma dei Cesari.