Chiese di Roma Rione Trevi Chiesa di San Marcello

La chiesa, risale al IV secolo, sorge sul catabulum, la stazione centrale dei servizi di posta la dove l'imperatore Massenzio aveva condannato ad umili servizi papa San Marcello I , regnante dal 308 al 309, e le cui spoglie furono qui traslate tra fine VIII e inizi del secolo IX. Nel secolo XII fu necessario ricostruire la chiesa; nel 1368 fu ceduta ai Servi di Maria, e tuttora è in loro possesso. Nel 1519 a causa di un violento incendio la primitiva chiesa medievale andò distrutta, si salvo solo il crocifisso di legno, conservato nella quarta cappella a destra, da allora oggetto di profonda devozione. Per volontà di papa Leone X, fu subito intrapresa la ricostruzione della chiesa affidata a Jacopo Sansovino, cui si deve la modifica dell’orientamento dell'edificio e l'impostazione generale. I lavori furono interrotti più volte, la prima nel 1527 per l'invasione di Roma da parte dei lanzichenecchi di Carlo V, poi nel 1530, a causa di una spaventosa inondazione del Tevere. Alla partenza del Sansovino per Venezia nel 1527, i lavori proseguirono sotto la direzione di Giovanni Mangone e si conclusero nel 1592; nel 1569 fu realizzata l'abside su disegno di Annibale Lippi. Fu aggiunta da Carlo Fontana la facciata nel 1682-86. Massicci  interventi di restauro furono svolti dal 1861-67 e nel 1923, che alterarono l'aspetto barocco della chiesa: in quella occasione venne distrutto l'altar maggiore, opera di Sebastiano Cipriani del 1725. La facciata tutta di travertino, capolavoro del Fontana, è un'esemplare versione tardo-barocca dello schema già espresso nella quattrocentesca chiesa di Santa Maria del Popolo. La scenografica facciata è a due ordini; nel tondo sopra il portale, rilievo con San Filippo Benizi che rinuncia alla tiara di Antonio Raggi (1683); nelle nicchie laterali: S. Marcello e S. Filippo Benizi di Francesco Cavallini (1686); nell'ordine superiore: il Beato Gioacchino Piccolomini e il Beato Francesco Patrizi e, sul timpano, La Fede e La Speranza di Andrea Fucigna (1701-1703).