Chiese di Roma Rione Monti Basilica di Santa Maria Maggiore

La basilica è stata chiamata Liberiana, in quanto costruita per volontà di papa Liberio sul luogo di una miracolosa nevicata avvenuta in agosto, da cui anche l'altra denominazione di Santa Maria della Neve. Peraltro a quella chiesa risalirebbe l'antichissima immagine della Madonna della Neve. Narra questa leggenda che nella notte del 5 agosto del 352 papa Liberio e un ricco patrizio romano, Giovanni, fecero lo stesso sogno: la Madonna invitava a costruire una chiesa a Lei intitolata, dove la mattina si fosse trovata la neve intatta. Il miracolo avvenne e il pontefice tracciò la pianta della basilica sulla neve appena caduta, la chiesa fu immediatamente fondata dal papa e finanziata dal patrizio. Papa Sisto III (432-40) fece restaurare la chiesa in quanto era rimasta danneggiata a seguito dei tumulti in occasione dell'elezione di papa Damaso (366), per celebrare Maria "madre di Dio", secondo quanto proclamato dal concilio di Efeso del 431. Il primo restauro fu eseguito intorno al 1148, sotto il pontificato di Eugenio III, che fece costruire un portico. Papa Niccolò V, nel 1290 circa, ordinò la costruzione di una nuova abside. Verso la fine del '500 venne poi aggiunto nella navata centrale il soffitto a cassettoni in legno decorati. Nel 1564 venne avviata la costruzione della cappella Sforza, su progetto attribuito da molti esperti a Michelangelo, e tali lavori furono eseguiti in ordine di tempo prima da Tiberio Calcagni e infine da Giacomo della Porta. Nel 1585 Sisto V incaricò Domenico Fontana di costruire la Cappella Sistina. Papa Paolo V agli inizi del 600 incaricò Flaminio Porzio alla realizzazione della Cappella Paolina. Ulteriori ristrutturazioni architettoniche nella zona absidale furono realizzate sotto il pontificato di Clemente X, opera già iniziata dal Pietro Bernini nel 1669 per ordine di Clemente IX ed ultimata poi da Carlo Rainaldi. L'ultimo e più significativo restauro si ebbe verso il 1741, quando la basilica versava in pessime condizioni, il portico esistente minacciava di crollare, Papa Benedetto XIV diede l’incarico all'architetto Ferdinando Fuga che progettò e costruì una nuova facciata ed un altro portico. Il Fuga, antepose all'originaria facciata la nuova, così che vennero conservati gli splendidi mosaici del XIII secolo. Tutto in splendida armonia con il campanile, eretto nel 1376, il più alto di Roma con i suoi 75 metri, ma rifatto da Guglielmo di Estouteville nel 1445-83.