Chiese di Roma Rione Colonna Basilica di Sant'Andrea delle Fratte

Basilica Sant' Andrea delle Fratte, è sulla piazza omonima, nel rione Colonna. Sulla sinistra della chiesa si trova   palazzo Bernini che Gian Lorenzo acquistò nel 1641; l'iscrizione e il busto dell'artista dopo il portale al N. 12 sono di Ettore Ferrari, 1898. La chiesa é medievale ricordata dal XII secolo e appartenuta agli Scozzesi con il titolo di Sant'Andrea de hortis divenuto poi de Fracta e volgarizzato in "delle Fratte". Nel 1585 papa Sisto V assegna la chiesa ai Padri Minimi di San Francesco di Paola; venne ricostruita ex novo in un lasso di tempo durato quasi un secolo, a causa delle difficoltà dei Padri di reperire i fondi necessari. Intorno al 1610 il marchese Ottavio Del Bufalo, che aveva il palazzo nelle vicinanze, decise di finanziare il completamento della chiesa, i cui lavori, iniziati nel 1605 procedettero dilazionati e ci vollero tre architetti: dal 1604 al 1612 vi lavorò Gaspare Guerra, al quale si deve l'impostazione generale e la facciata; la proseguì dal 1653 fino alla morte Francesco Borromini, al quale si devono l'abside, il tamburo della cupola e il campanile; e quindi Mattia de Rossi la terminò nel 1691. Ma fu necessario proseguire i lavori in quanto che il campanile non fu mai intonacato; la cupola non finita e la facciata fu terminata soltanto nel 1826 dall'architetto Pasquale Belli, con denaro che il cardinal Consalvi si dice ricavasse dalla vendita di una tabacchiera ricevuta in dono al Congresso di Vienna. Il coronamento del campanile è l'unica parte del complesso che sia giunta a termine, probabilmente entro il 1665 due anni prima della morte di Borromini, che lasciò la chiesa al rustico e priva del coronamento superiore, ma il campanile può dare un'idea della definizione complessiva che la fabbrica avrebbe dovuto raggiungere. Di fattura squisitamente originale dell'arte barocca il campanile è dotato, all'ultimo ordine, di una balaustra circolare dalla quale si ergono otto colonne che, nella parte superiore, divengono altrettante donne alate. Sovrasta l'insieme lo stemma di famiglia del marchese Ottavio del Bufalo, che fu uno dei più assidui finanziatori dei lavori di edificazione della chiesa, incorniciato da quattro volute e circondato da otto candelabri.