Chiese di Roma Rione Campo Marzio Chiesa di San Giacomo in Augusta

La denominazione attribuita all’ospedale consentiva di onorare il suo fondatore il cardinale Giacomo Colonna (? -1318) che ne finanziò la costruzione e di richiamare la sua ubicazione molto prossima agli imponenti resti del Mausoleo dell’imperatore Augusto che dal XII secolo era stato adattato a roccaforte difensiva dalla famiglia Colonna. La localizzazione della struttura ospedaliera era funzionale anche alla necessità di fornire accoglienza ai viaggiatori e ai pellegrini provenienti da settentrione che durante il tragitto avevano contratto delle malattie. Il cardinale Colonna si impegnò per la realizzazione dell’ospedale destinato ad accogliere, prioritariamente, i contagiati dal “mal francese” e da altre malattie. La volontà di portare sollievo ai malati respinti dalle altre strutture di cura fu mossa dal desiderio di espiare e di riparare alle gravissime colpe della sua casata nei confronti della persona del pontefice Bonifacio VIII (Benedetto Caetani; 1294-1303) e della Chiesa. Con questo gesto, infatti, volle contribuire a riscattare l’onore della famiglia che, a seguito degli oltraggiosi fatti di Anagni, era stata scomunicata anche per le quattro future generazioni. La chiesa era originariamente annessa all'antico ospedale di S. Giacomo, e nel XVI secolo, per iniziativa del facoltoso cardinale Antonio Salviati, commissionò il restauro e l'ampliamento della chiesa all’architetto Francesco Ricciarelli da Volterra. I lavori furono in parte diretti e realizzati da Francesco da Volterra, che li iniziò nel 1592: nove anni dopo, alla sua morte, gli subentrò Carlo Maderno , che ultimando la ricostruzione modificò parzialmente il progetto del predecessore. Infatti, mentre quest'ultimo aveva intenzione di realizzare una singolare e magnifica cupola a forma ellittica che avrebbe preso luce da un oblò collocato sulla sua sommità, il Maderno (probabilmente non del tutto convinto della fattibilità di tale opera sotto il profilo statico) 'ricoprì' la cupola con una struttura a falde inclinate, ed aggiunse le volute laterali esterne. La facciata si divide in due ordini. Quello inferiore - dovuto a Francesco da Volterra - è caratterizzato da tre campate con lesene doriche, mentre l'ordine superiore (opera di Carlo Maderno) è a campata unica con lesene dai capitelli compositi, volute laterali ed un ampio finestrone 'a conchiglia' al di sopra del quale figura un timpano spezzato mistilineo. Sul timpano di coronamento si evidenzia lo stemma del cardinal Salviati. Al Maderno vanno ascritti anche i campanili gemelli (si vedono dal l'interno dell'ospedale), nuovi a Roma per la collocazione - secondo uno schema palladiano - a lato dell'abside anziché in facciata.