Roma Antica Scavi di Pompei cenni storici

I primi abitanti di Pompei furono i Sanniti, che nel 4 secolo a.C. invasero la Campagna. Negli anni 83-82 a.C. durante la guerra civile romana i pompeiani si schierarono contro Roma; la risposta romana non tardò ad arrivare, l'esercito guidato da Lucio Cornelio Silla dopo aver conquistato Stabia ed Ercolano, si ricongiunge a Pompei, sferrando l'attacco contro le mura della città nei pressi di porta Ercolano e porta Vesuvio. Con le leggi Julia e Plotia, Pompei ottenne la cittadinanza romana e divenne municipio; poco dopo  Silla modificò lo stato da municipio a colonia, con conseguente  cambiamento dello status legale di Pompei da città federata a colonia romana di veterani. Questo mutamento determinò la fine dell'uso della lingua osca, la lingua delle popolazioni Osci e dei Sanniti, per ogni atto ufficiale, e tutta la città prese il nome di Colonia Veneria Cornelia, dal nome della sua principale divinità Venus Fisica, e dal nome gentilizio del suo patrono Cornelio Silla. Un forte impulso alla romanizzazione venne dato dalla salita al potere di Augusto nel 27 a.C. che sostituì le truppe di Silla con quelle augustee, formò un borgo o villaggio chiamato l'agus Augustus Felix Suburbanus. Verso i primi anni del regno di Nerone avvenne, per causa dei giochi nell'Anfiteatro, una sanguinosa rissa fra Pompeiani e Nocerini; vinsero i primi, ma furono puniti con il divieto per dieci anni degli spettacoli gladiatori. Questo fatto è ricordato in un affresco rinvenuto a Pompei. Nell’anno 63 d.C. Pompei subì un orribile terremoto e fu quasi distrutta. Nell’anno 78 mentre procedevano i lavori per la riparazione dei danni, l'eruzione del Vesuvio la ricopri di ceneri e di lapilli, seppellendola insieme ad Ercolano, Stabia, Oplonti. Non si conosce il numero preciso di abitanti della città nel 79, si calcola che in totale le vittime possano essere state circa milleseicento; è da considerare inoltre che la maggior parte della popolazione è riuscita a mettersi in salvo, scappando, ai primi stadi dell'eruzione. La catastrofe durò tre giorni e Pompei fu sepolta sotto 6 metri di cenere e lapilli. Nell’anno 1592 mentre si costruiva un acquedotto per portare le acque del fiume Sarno a Torre Annunziata, fu necessario effettuare degli scavi che riportarono alla luce moltissimi ruderi che però non servirono a destare il sospetto che là stesse sepolta l'antica città di Pompei. Solo nel 1748 cominciarono ad eseguirsi con regolarità gli scavi per ordine del re Carlo III di Borbone. Le esplorazioni furono ben presto abbandonate a causa degli scarsi ritrovamenti e ripresero soltanto nel 1754; nel 1763, grazie al rinvenimento di un'epigrafe, che parlava chiaramente della Res Publica Pompeianorum, si intuì che si trattava della antica città di Pompei. A seguito dell'unità d'Italia e soprattutto grazie a maggiori disponibilità economiche, si assistette ad una veloce ripresa delle indagini, in modo ordinato, con la prima divisione della città in regiones ed insulae. Nel 1980 il sito fu gravemente danneggiato dal terremoto dell'Irpinia. Nel 1997 l'area archeologica entrò a far parte del patrimonio dell'umanità dell'UNESCO.